E ora che? Parte I

Questa è una delle tante domande ci facciamo quando decidiamo per il nostro prossimo destino. E ora che? Come vado? Dove alloggio?

Questa è una delle tante domande ci facciamo quando decidiamo per il nostro prossimo destino. E ora che? Come vado? Dove alloggio? e mille infiniti eccetera. La verità è che dipendendo da come arrivammo al destino dove alloggiamo nel nostro viaggio può essere totalmente differente. Per esempio, non è lo stesso alzarsi e la prima cosa che vedi è la tranquillità del mare che al contrario svegliarsi con il russare del tuo vicino. NO, NON CI SONO DIFFERENZE.

A volte, moltissime, siamo terminati nella toilette dell’inferno imprecando su un posto nel quale stiamo probabilmente con un povera barretta di cioccolata piangendo per tornare a casa con nostra madre per colpa di non aver pensato accuratamente alle nostre opzioni. E no, non e che questo mio è passato a me assolutamente no. Però è che signori miei bisogna essere realisti. Possiamo essere i dei assoluti a casa nostra, però se ci cacciano da lì.. Lì già iniziano:

-Oh cucciolo (si, quando usciamo di casa siamo stupidi) domanda tu se andiamo bene per di qui..
O i tipici:
-NO, io so per dove andiamo ( e finisci dove stavano nascosti tutti gli accendini persi del mondo)

E bisogna tener presente le nostre limitazioni, questo o cacciare i cosiddetti “attributi” al discorso.

Un momento della mia vita che rimase impresso fu quando avevo 12 anni.
Stavo in un viaggio familiare a Parigi, riassumendo Papi e Mami ci portarono a Pochis(mia sorella) e a me (Mercedes) a Disneyland. E una delle escursioni ci portarono alla città, esattamente alla Torre Eiffel y Papà ci comprò Crêpes (avvolte mio padre è un genio 😉 )
E lì c’era un povero padre di famiglia che venne con noi in autobus dal Hotel. Il povero uomo guardò a mio padre con faccia da  agnello decapitato ci mancava solo che si buttasse per terra a mendicare, la conversazione fu più o meno così:

-Per favore ( intendendo un accento sevillano), può aiutarmi?
Mio padre molto gentilmente annuì (che mago lui!)
-Siamo da 3 giorni senza mangiare – un poco esagerando contando che appoggiavano nel nostro stesso hotel
-Può chiedermi tre di questi (segnalando crêpes con nutella)
Mio padre ovviamente chiese 3 per il pover uomo, la moglie e il suo figlio non nutrito che portava con sé 3 giorni senza mangiare, povera creatura.
-È che questi francesini (mi scuso se si da qualcuno per all’uso, però è la espressione affidabile per il sevillano)
-Non mi capiscono o non mi vogliono capire, questa mattina volevo un colacao per il mio bambino, e niente non capiscono. Infine gli dico latte con cioccolato e mi portano un bicchiere di latte, con una barretta di cioccolato! Sono disperato!

Questa è la realtà. La mia opinione è che l’uomo non si sapeva far capire, il suo francese andava dal “Oui” al “Non” e li finisce tutto. E non è che i francesi lo aiutassero, se già di suo il francese (in mia opinione è una lingua trappola, al portarlo con tante “g” quello che ti produrrà è un totale dolore di gola per giorni, anche se non volete riconoscerlo. Lo inventò il diavolo, so di quello che parlo).
Dopo di questo capì a mio padre un po’ di più. Come vendetta contro la lingua, sempre quando andavamo riservare tavoli in un ristorante dava il mio nome. E direte: E? Ok, provare a pronunciare Mercedes essendo francese e mi capirete. La verità era divertente vedere come ci provassero. Credo che mi misero Mercedes come una vendetta agli stranieri. Perché è tanto difficile pronunciarlo? Perché sempre devo dire Mercedes come la macchina? Perché?

Così bisogna sapere le imitazioni di ognuno delle nostri priorità. Immagina per un secondo che vuoi andare in India però ovviamente non sai parlare la lingua del posto, e ora che? due consigli. O un libro di bambini piccoli con figure per segnalare quello che vuoi o apprendere un vocabolario di inglese (includendo l’espressione “My friend”, è la più utilizzata al mondo) esempi:

Voglio pollo
– I want chicken my friend

Come si arriva a inserire nomi impronunciabili?
– To *nomi imprenditoriali* my friend?

E ora che abbiamo la prima parte del viaggio aggiustato, E ora che?

Continuerà!